La regola del 4% per andare in pensione e vivere di rendita

Per ottenere l’indipendenza finanziaria e poter andare in pensione è necessario generare reddito passivo che sia superiore alle proprie spese. Per calcolare quanti risparmi siano necessari a raggiungere questo obiettivo, si può applicare la “regola del quattro per cento“, secondo la quale è sufficiente investire in un mix di azioni e obbligazioni almeno venticinque volte le proprie spese.

La matematica del FIRE

Il concetti fondamentali del movimento FIRE sono abbastanza semplici da afferrare: bisogna mettere da parte il più possibile da giovani per poter raggiungere l’indipendenza finanziaria prima dell’età pensionabile. Ma quanto è necessario risparmiare esattamente? La situazione personale di ognuno è differente, ma la regola del 4% può aiutare a raggiungere una stima ben precisa: per raggiungere l’indipendenza finanziaria è sufficiente riuscire a risparmiare venticinque volte le spese di un anno. Si tratta di un calcolo matematico abbastanza basilare, ma al quale si è arrivati analizzando decenni di storia del mercato finanziario.

Questo vuol dire che se oggi vivi comodamente con uno stipendio da 30.000€ l’anno, per mantenere lo stesso tenore di vita senza dover lavorare avrai bisogno di mettere da parte 30.000€ x 25 = 750.000€. 

Alternativamente, si può applicare lo stesso calcolo alle spese mensili e moltiplicare per 300. Per ricevere uno stipendio mensile di 2.500€ al mese: 2.500€ x 300 = 750.000€.

Per raggiungere l’indipendenza finanziaria è necessario investire aggressivamente fino a ché non avrai raggiunto questa quota, cioé il tuo FIRE target, per poter infine applicare la famosa regola del 4%: un portafoglio di investimenti con rendimento medio annuale del 10%, soggetto ad un 3% di inflazione, ti consente di ritirare fino al 4% ogni anno mentre continua a crescere, sfruttando la magia dell’interesse composto.

La regola del 4%

Ma quanto è affidabile la regola del 4%? Abbastanza, ma non del tutto: si basa su dati storici del mercato finanziario statunitense, paragonando diversi tipi di portafogli composti da diverse percentuali di azioni e obbligazioni, e determinando la performance migliore nell’arco di un lasso di tempo fino a 30 anni. Praticamente, se tu avessi iniziato a ritirare il 4% degli investimenti dal tuo portafoglio ogni anno per almeno 30 anni, storicamente non saresti mai finito a corto di fondi. Il 4% è il valore più basso nel caso tu abbia iniziato a ritirare alla fine degli anni 60 quando il mercato era nelle sue condizioni peggiori – in altri casi, avresti potuto ritirare anche fino al 10%. Questa percentuale prende il nome di Safe Withdrawal Rate (SWR), che in italiano si potrebbe tradurre come “Tasso di Prelievo Cautelare“.

Risultati Trinity Study su cui si basa la regola del 4%

Il Trinity Study

Lo studio venne condotto da tre professori di finanza alla Trinity University e viene informalmente denominato “Trinity Study“. I tre insegnanti hanno testato diversi portafogli contenenti varie combinazioni di azioni (stocks) e obbligazioni (bonds) e la loro performance dal 1926 al 1995. Le osservazioni mostrano come un portafoglio composto per il 75% da azioni sarebbe riuscito a “sopravvivere” per questi 30 anni col 98% di probabilità ritirandone fino al 4% ogni anno – questo nel peggiore degli scenari. Da notare come il 4% sia il valore da ritirare al primo anno, che deve poi necessariamente essere incrementato per rispondere ai tassi di inflazione.

Sebbene lo studio originale sia ormai datato, una replica effettuata nel 2021 ha ottenuto pressoché gli stessi risultati, addirittura prendendo in considerazione un asso temporale di 50 anni anziché 30: sebbene la possiblità di successo sia minore in un arco di tempo così lungo, basterebbe adottare una safe withdrawal rate del 3.5% per aumentare le probabilità di successo di un portafoglio di pure azioni al 98%.

Critiche

C’è sempre un minimo rischio quando si parla di investimenti, poiché nessuno può prevedere il futuro. Il Trinity Study e la regola del 4% si basano su dati storici, ma non vi è la certezza che il mercato si comporti in modo analogo a come ha fatto in passato. Un’altra critica rivolta allo studio mette in dubbio l’efficienza dello stabilire una percentuale fissa di investimenti da ritirare ogni anno: l’educazione finanziaria insegna che è meglio chiudere le proprie posizioni quando il mercato è in rialzo e tenerle aperte nei periodi in cui vi è un calo di prezzi, non li contrario.

Mitigazione dei rischi

Vi sono due modi principali grazie ai quali è possibile ridurre i rischi: 1) aumentare la percentuale di obbligazioni nel proprio portafoglio, 2) ridurre la propria safe withdrawal rate annuale.

Le obbligazioni servono a proteggere il proprio capitale investito da potenziali flussi in negativo in caso di depressione della borsa: in caso di recessione (o crisi simile a quella del 2008), allora le azioni potrebbero calare a picco mentre le obbligazioni tendono a rimanere stabili. In questo caso la regola del 4% si può applicare vendendo le proprie obbligazioni anziché le proprie azioni. Da notare che un portafoglio di pure azioni avrà un rendimento più grande nella maggior parte dei casi, ma diventa troppo esposto al rischio in caso di recessione de mercato. Generalmente si consiglia di investire esclusivamente su azioni durante la fase di accumulo del FIRE e aggiungere una piccola percentuale di obbligazioni mano a mano che ci si avvicina al proprio FI target. Investire in obbligazioni può inoltre avere vantaggi dal punto di vista fiscale, in Italia i titoli di Stato, risparmio postale e interessi dei project bond sono tassati con aliquota sostitutiva del 12,5%, mentre azioni e dividendi del 26%.

Adottare una safe withdrawal rate più bassa del 4% è un’altra strategia che può aiutare le persone più avverse al rischio o quelle con un orizzonte più lungo (nel caso in cui si riesca a raggiungere il FIRE da giovani). In molti decidono di puntare a un target del 3.5% annuo, tenendo a mente che non è necessario né efficiente ritirare la stessa percentuale ogni anno. Potrebbe convenire anzi ritirare più del 4% in quegli anni in cui la borsa è particolarmente forte, e di meno in quelli in cui non lo è.

In alternativa, molte persone decidono di non andare subito in pensione una volta raggiunto il FIRE, magari riducendo le ore di lavoro o generando fonti di reddito alternative che permettono di complementare una withdrawal rate più bassa del 4%. Il “coast FIRE” consiste nel mettere da parte abbastanza soldi da poter eventualmente raggiungere il proprio FI target mentre si guadagna abbastanza da poter coprire le proprie spese, evendo più tempo libero per poter seguire i propri hobby e le proprie passioni, senza doverti preoccupare di “non arrivare a fine mese”. L’obiettivo ultimo del FIRE non è l’andare in pensione, ma il non dover lavorare per vivere.

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